Risorse per DSA - Salve Prof

Created with Tagul.com
Vai ai contenuti

Menu principale:

Risorse per DSA

Risorse utili
Risorse per i disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)

Per DSA si intende "disturbo specifico dell'apprendimento". Si tratta di disturbi dello sviluppo, dipendenti da un'anomalia costituzionale (disfunzione neurobiologica congenita), che determinano difficoltà, a volte molto importanti, nell'acquisizione di alcune specifiche abilità scolastiche (disabilità
funzionale) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Se è presente un deficit sensoriale queste difficoltà vanno al di là di quelle di solito associate con esso. Il livello della capacità di espletare alcune funzioni (lettura e/o scrittura e/o calcolo) si situa al di sotto di quanto ci si aspetterebbe,
considerando l'età anagrafica del soggetto, la valutazione psicometrica dell'intelligenza e il grado di istruzione raggiunto. Queste le principali caratteristiche che distinguono i DSA da altri disturbi:
1. I DSA non dipendono da fattori esterni (svantaggio socio-culturale; scarsa scolarizzazione, ecc.) o da condizioni di disabilità sensoriale o psichica, ma sono intrinseci dell'individuo, legati (probabilmente) a disfunzioni del Sistema Nervoso Centrale. È chiaro però che i DSA possono avere ripercussioni sul piano psicologico (frustrazione, depressione, rabbia, demotivazione, mancanza di autostima); è dimostrata una familiarità per i disturbi (60-70% dei casi e una prevalenza negli individui di genere maschile).
2. Questi disordini interessano solo specifici domini di abilità; vi può essere tuttavia associazione tra i diversi DSA.
3. Il deficit funzionale si presenta come una difficoltà ad acquisire determinate abilità e non come una perdita di una capacità già presente, recuperabile attraverso la riabilitazione.
4. Questi disturbi tendono a persistere nel tempo.
5. L'alunno posto nelle condizioni di attenuare e/o compensare il disturbo può raggiungere gli obiettivi previsti (Cfr. Con-Pensare i DSA. Guida per insegnanti. A cura di Filippo Barbera, 2012).
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu